Arriva dalla Toscana il “Miele in Culla”

lunedì 26 agosto 2019 ore 12:30 | Agroalimentare

Prodotto slow e green che ha fatto incetta di riconoscimenti all’ultima London Honey Awards.

Anche l’occhio vuole la sua parte… non poteva esserci motto più azzeccato per raccontare l’avventura del “Miele in Culla”.

“Cominciò tutto per caso – racconta Francesco Varallo, 35 anni, archeologo per studi, apicoltore per passione e professione – quando un amico mi chiese perché il miele raccolto dal favo fosse più buono: pensai immediatamente che la cera in cui si trovava avesse in qualche modo a che fare con la risposta”.

E così presero il via gli studi per replicare in cera d’api i vasetti in vetro con cui il miele è messo tradizionalmente in commercio. “Una fatica che richiese un anno e mezzo di lavoro per dar vita al primo prototipo. Quindi ecco tutta la parte burocratica, con la registrazione del brevetto del contenitore e la certificazione a impiegare la cera d’api per conservare il miele”, aggiunge Varallo.

Già, perché nonostante da sempre questi piccoli e operosi insetti custodiscano il miele in cellette di cera, le autorità europee non avevano inserito questo materiale fra quelli destinati a essere in contatto con gli alimenti.

L’ultimo passaggio prima dell’entrata in commercio, avvenuta due anni fa, è stato far testare il prodotto ai cosiddetti ambasciatori dei mieli, veri e propri assaggiatori in grado di certificarne la qualità. “Il settanta per cento degli ambasciatori ha riscontrato la differenza fra il miele conservato nel barattolo di vetro e quello in cera d’api” precisa con evidente soddisfazione l’imprenditore livornese.

A riprova della bontà del progetto ci sono poi i riconoscimenti all’ultima London Honey Awards, sia sul fronte della qualità che su quello del packaging.
Nel momento in cui scriviamo “La Corte delle Regine” può contare su circa ottanta arnie sparse fra i territori al confine delle province livornese e pisana. Nove da Firenze ha visitato quelle presenti da cinque anni nell’azienda agricola di Francesco Elter, coetaneo e amico di Varallo.

Una tenuta di circa cinquanta ettari interamente coltivata ad olivi, cinquemila piante, circondata dai boschi dei monti pisani. “Gli alveari si trovano nella parte alta dell’azienda, collocati su alcune terrazze che un tempo ospitavano delle vigne. Una posizione ideale perché non esposta al freddo d’inverno e ventilata in estate” spiega l’agricoltore che ha supportato Varallo fin dai primi passi del progetto “Miele in Culla”.

Un progetto e un prodotto slow e green al tempo stesso.

Slow perché le arnie sono collocate in aree che rispettano i dettami dell’agricoltura biologica e le colonie di api sono allevate seguendo un rigido disciplinare. Green perché il vasetto può essere utilizzato per conservare altro miele oppure, una volta sciolto, trasformato in una candela profumata.

 

Il miele in culla di Guasticce spopola ai London Honey Awards

Primo e terzo posto per l’azienda di Francesco Varallo Scelto fra 190 campioni provenienti da tutto il mondo

 

Da allora, nell’istantaneità di quella risposta, si custodisce un segreto che oggi fa il giro del mondo. Perché il miele di Francesco Varallo, di Guasticce, si gode da alcuni giorni la celebrazione solenne dei London Honey Awards, manifestazione internazionale che premia i migliori mieli del mondo. Quello della Corte delle Regine conquista rispettivamente il primo posto assoluto nel design ed il terzo nella qualità e proietta l’azienda di Guasticce in una nuova e più ampia dimensione.

Per Francesco e la sua compagna Francesca, che di mestiere fa l’archeologa ma che è ormai un prezioso supporto nella commercializzazione e nel marketing della Corte delle Regine, è una soddisfazione immensa. «Non me l’aspettavo e posso dire che sono felicissimo».

 

Varallo, apicoltore 35enne che ama sperimentare e fare ricerca, ha messo su l’attività nel 2012 ed in 7 anni è cresciuto molto. Ma soprattutto ha avuto un’idea originalissima che si sintetizza efficacemente nell’espressione “miele in culla”. E qui torniamo alla domanda iniziale e a quel richiamo alla cera. «La culla non è altro che la confezione in cui raccogliamo il miele prodotto», spiega oggi Varallo. «Una confezione fatta di cera d’api». Così che il miele conserva le sue proprietà e si esalta nel gusto.

Racconta Francesco sulla pagina del sito aziendale: «Decisi di “smielare” al buio poiché è al buio che le api operano la trofalassi (passaggio del nettare da ape ad ape) e di ricoprire internamente sia lo smielatore (la centrifuga dove il miele viene separato dal favo) che il maturatore (la “grande cella” dove il miele viene stoccato) con la cera d’api. Avevo così la garanzia che il miele non fosse troppo edulcorato non abbandonando mai il suo posto d’origine: la cera».

La scatolina di cera deve aver colpito anche i giudici internazionali che si sono ritrovati la settimana scorsa nella capitale inglese per esaminare ben 190 campioni di miele. Ma quel che più conta è stato apprezzato il miele prodotto dalla Corte delle Regine visto che quello di castagno ha conquistato la medaglia di bronzo.

Un successo che segue da vicino la conquista del Tuscany Food Awards con il riconoscimento 2019 andato proprio alla impresa familiare di Guasticce.

Oggi Francesco Varallo ha un’ottantina di alveari disseminati tra Collesalvetti, le Colline Livornesi e Calci. Produce oltre al miele di castagno quello di acacia, il millefiori, quello di erica ed altre qualità che commercializza in tutta Italia ma anche all’estero. In particolare proprio in questi giorni sta aprendo una linea di vendita col Giappone e l’Australia. «Ringrazio Francesca dice -, i miei genitori, Raffaele Battaglia che mi ha aiutato nella realizzazione degli stampi per il miele in culla, e tante altre persone con cui divido questo lavoro e passione». L’obiettivo – adesso che arriva un successo internazionale – è quello andare avanti magari seguendo il “ritmo e l’esempio delle nostre api”, come Francesco ama scrivere.

Un bellissimo approfondimento sul Miele in Culla sulla rivista LAPIS nel numero di Maggio.

La Corte delle Regine: Via Valle al bugno 8, 57014

Telefono: (+39) 348 987 96 11

email: info@mieleinculla.it

Partita IVA: 01745650497